Nei secoli V e VI d.C., dopo Cristo, quindi circa 1500 anni or sono, avvennero fatti che segnarono la civiltà umana, scatenando un’inarrestabile rivoluzione pacifica. Si aprivano, pur negli umani limiti, sconfinati orizzonti di bellezza e di gloria. Mi sovviene il ricordo, mille anni dopo, del glorioso viaggio di Magellano, che gli costò la vita. Viaggio brillantemente narrato dal nostro buon Antonio Pigafetta, circumnavigando il mondo, alla ricerca di chiodi di garofano e spezie. Nella storia vivono molte analogie: il viaggio alla scoperta di paesaggi e passaggi inesplorati, come la ricerca interiore negli spazi indefiniti dell’anima, richiama esplosioni di luce, fonte di speranza, stimolo per la ricerca e l’azione. In fondo, il peccato originale fu un presuntuoso atto di sfiducia in Dio, buon Padre e Creatore, Amore di madre e di padre emanano dallo Spirito divino, unità di sostanza e Trinità di Persone, come spiega Agostino di Ippona nei secoli tra IV e V d.C. . Ora, la diffidenza genera paura e ansia, inibendo un’agire libero e intraprendente. Calcolare troppo rende pesanti, tristi, tiepidi, inattivi, pessimisti, depressi.
I grandi uomini, i sapienti, gli eroi si nutrono di fede, di speranza, di amore, sanno affrontare le paure ancestrali, hanno coraggio, prudenza e audacia non temeraria, sanno giocarsi la vita quando vale la pena. Donde scaturisce la loro speranza? Confidano in Dio, o almeno in un mistero di bene, rifiutano un cinico vuoto perenne sospetto, guardano al reale col sorriso e sanno coinvolgere altri nella gioia. Dubitare dell’amore gratuito significa offenderlo, ripiegarsi presuntuosamente in un narcisistico triste egoismo. Tutti siamo pellegrini, viandanti, giusto é accettare e superare i propri limiti con fede. Chi non ambisce un progresso? Essere umili significa valorizzare il talento che ci é stato donato, porlo al servizio degli altri e di grandi ideali.
Sempre nuove primavere nascono dalle crisi, dopo la tempesta sorgono gli arcobaleni, la pioggia feconda la terra, il gelo ha la sua funzione in natura, dopo la notte sorge il sole, molte lune molti soli, dal dolore del parto nasce la vita. La sofferenza, per il mistero di un peccato in origine, é parte ineludibile della vita dell’uomo sulla terra. Per un mistero di bene, contrapposto ad un mistero di iniquità, abbiamo la possibilità di trasformare la sofferenza in rinnovata occasione di crescita nella virtù, nella speranza, nella conquista più sentita di grandi vette e mete elevate, innalzandoci più in alto, salendo sopra le miserie umane, che fanno da concime per una terra migliore. Disposizione del nostro spirito e atteggiamento sono importanti. Chi sceglie per noi la via ? Ciascuna e ciascuno é insostituibile e irripetibile. Piccoli compiti ben armonizzati creano insieme grandi opere, siamo con-creatori con Dio, unico che fa dal nulla, senza materia pre-esistente.
In un’epoca di cambiamenti, di invasioni barbariche, mentre si disgrega un colossale impero, di cui finanche i cinesi, oggi, il cui sangue é mescolato col sangue di legionari romani in fuga in terra cinese nei secoli antichi, si vantano, un sole silenzioso sorge. Siamo poco dopo il 476 d.C., deposizione di Romolo Augustolo, ultimo Imperatore di Roma in Occidente. L’Impero di Roma, la Roma dei Cesari, il cui nome richiama sogni, avventure, conquiste, costruzioni, ma anche sofferenze e sangue, civiltà, diritto, religioni dei padri, cittadinanza, universalità, crolla sotto l’urto violento di popoli nuovi, detti barbari, e sotto i colpi dei vizi e della lussuria, della depravazione morale causata dalla umana debolezza o da consentita perversione dei costumi, per la troppa ricchezza e ambizione malsana. Questo grande impero lascia peró come segno indelebile un sogno e un simbolo di eternità, tanto più dopo la diffusione del cristianesimo che vide lì i primi martiri, testimoni di Gesù Cristo, morto e risorto. A Roma Pietro fu martirizzato, per amore di Dio, rivelatosi nel Suo Figlio, vero uomo e vero Dio, amico e Dio di Pietro, a cui Gesù stesso affidó la missione unica. Il bene é sempre, quando é vero, in armonia con il Bene, immortale, imperituro, vive attraverso la carne, le gesta, le storie, la cultura degli uomini, si tramanda e si incarna via via, essendo le persone dotate di uno spirito o anima immateriale, quindi immortale, vivendo in una dimensione che trascende il tempo e lo spazio, i corpi materiali. Quindi la speranza di ogni vero uomo e di ogni donna autentica é invincibile, essendo ben riposta e fondata su solido terreno.
Il sole che sorge nel silenzio é un personaggio speciale: Benedetto da Norcia.