RIFLESSIONE SUL CONCETTO DI SCIENZA (incluso in tutte le categorie del mio sito interdisciplinare, multidisciplinare, attento al reale)
La realtà non è interconnessa in modo meccanicistico. Essa vive in una misteriosa armonia. Uno sguardo sul mondo circostante e su noi stessi ci avverte della bellezza, dell’armonia, della potenza della natura, a livello microscopico, macroscopico, galattico e intergalattico, introspettivo, da qualsivoglia lato lo osserviamo. Unica condizione per evitare letture superficiali: distinguere i modelli, le approssimazioni dal reale stesso, per unire.
Se guardiamo un cavallo al galoppo, ad esempio, ne percepiamo forma e movimento, quasi fosse isolato dal contesto, eppure sappiamo che, nella realtà, esso si muove sulla terra e procede con una certa accelerazione, influenzata da tante forze, che interagiscono con il suo corpo in movimento. Ebbene, noi potremmo pensare solo al cavallo in movimento, come se fosse isolato, potremmo ipostatizzare una idea, che ha fondamento nel reale, ma non è vera, in qualche modo, senza il contesto in cui quella cosa reale o ente o sostanza (tanti sono i termini con cui i filosofi ci parlano del mondo e delle cose) esercita il suo essere qui e ora.
Isolare per meglio comprendere un aspetto del reale o di un vivente o di un materiale è utile per avvicinarci alla verità, senza dimenticare , però, che si trascurano tanti altri parametri, sempre ricollocando idealmente e praticamente l’oggetto di studio nel suo contesto reale, vivo, unitario.
Il limite di qualsiasi umana conoscenza ne è ad un tempo la ricchezza e la povertà. Infatti, proprio perchè possiamo carpire solo qualche dato parziale (povertà), pur vero e verace, sulla cosa studiata, il limite della nostra conoscenza ci consente di cogliere un aspetto del reale (ricchezza), senza trascurare la consapevolezza della inesauribile ricchezza di esso, rispetto a noi , esseri umani con limiti. Troppe sono le interconnessioni, i link potremmo dire semplificando, che andrebbero seguite e comprese per poter racchiudere tutto il sapere nella scatola dei tanto ascoltati “esperti”, magari autoproclamatisi tali, nei vari settori della scienza “ufficiale”.
Ecco che, finalmente, possiamo riscoprire la dignità di ogni sapere. Da qualsiasi punto di vista noi osserviamo il reale, non dobbiamo e non possiamo dimenticare i nostri limiti. Questi ci conducono a rinnegare una scienza umana, che si autoproclami e pretenda di essere l’unica fonte di verità ufficiale per tutti, rompendo l’unità del sapere, che rende merito al sapere stesso come adeguato alla unità del reale, che esso indaga.
Lo scienziato autentico non chiude la verità in una gabbia o scatola della scienza degli esperti. Ciò è ridicolo. Non è scientifico illudere e ingannare , sfruttando alcune limitate e parziali conoscenze, relative al nostro punto di vista.
Tutti i saperi, da quelli teologico religiosi a quelli metafisici, a quelli umanistici fino a quelli scientifici teorici o tecnico applicativi, possono raggiungere, e molti hanno già raggiunto il rango di scienza, in grazia del loro metodo specifico e del comune oggetto, la realtà viva, colta però dal loro punto di vista. Un fisico che non voglia tener conto della chimica, o della biologia, o della filosofia, o della letteratura, è un incompetente, e non è neanche un buon fisico in senso tecnico scientifico: perde di vista il suo stesso oggetto, collocandolo fuori contesto, e pertanto potrebbe addirittura rivelarsi un pericolo per la società tutta. Oggi va rivisto il concetto di scienza e quello di unità del sapere, se vogliamo che la scienza sia autentica e di aiuto agli esseri umani e non qualcosa di distruttivo e tecnica per manipolare le masse ignoranti e ignare. La scienza è una cosa seria. Essa non appartiene a nessun comitato. La scienza implica la libertà dello scienziato, che è una persona libera che studia e cerca di comprendere il reale per il bene di tutti.