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Illuminismo e Ragione. Kant

Scritto da Riccardo Fenizia

I grandi pensatori, pur con i loro limiti, hanno il pregio di cogliere problemi universali e importanti della vita di noi tutti. Il desiderio di verità, proprio di ogni persona, è il motivo conduttore di molti autori del periodo detto “illuminismo”. Animato dai lumi della ragione e dal rapido avanzare della scienza detta moderna. La centralità della Ragione mette però in ombra la complessità dell’ uomo, nella sua integralità. Volontà, intuizione, passione, affettività, che ruolo hanno nel conoscere? Basta una rivoluzione “ copernicana”, che ribalti la prospettiva tradizionale ponendo nella Ragione quasi un Centro Assoluto, un parametro fisso, a garantire la validità del conoscere? Spiego nel brevissimo saggio il significato e la portata del confronto tra Kant e Aristotele, visioni conciliabili? La ragione attiva e costruttiva può essere tale, cioè principio attivo nel conoscere, senza cogliere l’essenza delle cose, la loro noumenicità, per usare il riferimento al dualismo kantiano, fenomeno- noumeno ovvero “ciò che a noi si manifesta “- “cosa in sé o essenza”? Cosa davvero significa il termine “essenza”, qual è il suo rapporto con le cose reali? Può l’uomo dire cose sensate su Dio? Interessanti e grandi temi attraggono il cuore di noi tutti e il mio.

RIFLESSIONI ATTUALI
RIVOLUZIONE COPERNICANA

Illuminismo e ragione. Kant.

Da tempo, da anni, da decenni mi guardo intorno. Osservo uomini di cultura, aggiornati, li interrogo. Interrogo la cultura stessa. Ad ogni domanda ottengo una risposta monca, confusa, ambigua, priva di costrutto razionale. Domando allora perché? Altra risposta vuota, domando ancora perché? Quasi tutti e quasi tutta la cultura contemporanea risponde con un argomento d’autorità, con l’ipse dixit. Agli oltre, alle domande filosofiche ed esistenziali, con la ragione non possiamo rispondere perché così ha detto Kant, sommo filosofo. Insomma, mi domandavo da bambino, già, chi sarà questo Kant se con lui l’uomo ha smesso di ragionare, di riflettere con sapienza e umiltà, di aprirsi al mistero degli enti, di ciò che ha l’essere e di ciò che è l’essere? Mi domandavo e ci domandiamo su quali basi Kant abbia fondato o almeno proposto il suo agnosticismo, che significa impossibilità di affermare una verità perché per noi mai raggiungibile in quanto fuori le possibilità della nostra ragione. Eppure il sommo filosofo afferma di essere animato da autentico desiderio metafisico. Noi tutti sappiamo che proprio la metafisica da Socrate a Tommaso d’Aquino, secolo XIII, sino a Edith Stein, secolo XX, afferma esattamente il contrario dell’agnosticismo. Infatti, non solo questi ultimi filosofi sostengono che la ragione umana sia capace di cogliere, pur senza esaurirla, l’essenza delle cose conosciute, ma anche dicono la ragione capace di cogliere, argomentando a posteriori dalle cose visibili, l’esistenza di Dio e alcuni suoi attributi.

Con queste parole inizio, nel breve testo, il nostro viaggio tra i pensieri , gli ideali e le aspirazioni del cuore e della mente umana.

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