RELATIVISMO SI – RELATIVISMO NO
Inizierò con una lirica cinese,
A Tan Chiu di LI PO
A Tan Chiu
L’amico mio dimora
In alto sui monti dell’Est;
Gli è cara la bellezza
Delle valli e dei monti.
Nella stagione verde
Giace nei boschi vuoti;
E dorme ancora quando Il sole alto risplende.
Un vento di pineta
Gl’impolvera maniche e manto;
Un ruscello ghiaioso
Gli terge il cuore e l’udito.
T’invidio! Tu che lontano
Da discorsi e discordie
Hai la testa appoggiata
A un guanciale di nuvole azzurre.
LI PO
Ai nostri giorni l’uomo è conteso tra forze contrastanti. Il tempo è pieno ma pieno di vuoto pur essendo ricco di cose. Sensazioni che mutano, vagano, passano. La globalizzazione. Paure e angoscia percorrono gli animi, ignari di ciò che li sovrasta. Siamo nel 2017, il mondo apparentemente più unito, unione però di giustapposte civiltà, etnie e culture, senza una cultura dell’uomo, per l’uomo, divisioni e contese. Guerre, conflitti, carestie, pericoli nucleari. Come possiamo avere la testa appoggiata “a un guanciale di nuvole azzurre”, come Li Po, nel secolo VIII dopo Cristo, in una Cina sconvolta da una guerra devastante, in cui si ebbero milioni di morti?
Ebbene, forse, posso fornire qualche suggerimento, tratto dalla millenaria esperienza trasmessa da donne e uomini antichi e saggi, sapienti, coraggiosi , avventurosi, profondi e accomunati da uno stesso anelito e da virtù, ovvero abiti acquisiti, capacità operative che servono a vivere e a sentirsi vivi realizzandoci come persone, come esseri spirituali oltre che corporei. La felicità dell’anima ridonda nel corpo, dal corpo alla famiglia, dalla famiglia alla società civile, allo stato e alla comunità internazionale. Connessioni e interconnessioni, quelle che antichi e moderni chiamano “comunione spirituale”, da unità all’unità, exitus e reditus, ritorno all’origine, all’Uno, a Dio. In Lui siamo ci muoviamo ed esistiamo ma Lui non siamo, consapevolezza del limite creaturale. Oggi siamo catturati da un delirio di onnipotenza, arroganza che ci distrugge, impedisce la comunicazione e il dialogo franco. Inizieremo un percorso ampio ma breve, poche pagine e poche righe, che potranno essere occasione di un dialogo con voi lettori, ascoltando le vostre domande e rispondendo alle vostre richieste, che potete porgere online attraverso una breve e-mail.
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